Aspiranti Uditori

A_REPLY
un intero popolo che paga il pizzo è un popolo sen, www.addiopizzo.altervista.org
view post Posted on 5/3/2005, 12:25P_QUOTE
Avatar

Utente novizio

Group: Member
Posts: 95


Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/5/2009, 13:40


Il 29 giugno le strade del Centro di Palermo erano tappezzate di centinaia di questi adesivi. I sette autori spiegavano le loro motivazioni in una lettera, pubblicata integralmente su "la Repubblica" di Palermo dell'1 luglio 2004 (seconda pagina).
Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.
Attaccando dei semplici adesivi speriamo di affermare tra le strade della città una verità che pensiamo debba essere di dominio pubblico. La nostra pratica è un piccolo e fragile segno di implicita resistenza.
Si è detto che la mafia, militarmente e non solo, stava per essere sconfitta dallo Stato. Qualche altra volta ci siamo sentiti dire che con i mafiosi in qualche maniera ci dobbiamo convivere, che entro certi limiti la malavita organizzata è una cosa fisiologica. Oggi invece si parla sempre meno di mafia, usura e racket, termini che rischiano di cadere in disuso. Ma la verità noi siciliani la sappiamo bene: ogni esercizio commerciale che fa un buon fatturato, se non è “amico degli amici”, deve pagare il pizzo. Tutti, nessuno escluso. Poco magari, ma tutti versano denaro “per essere protetti”. Tutto ciò è saputo da tutti i siciliani. E quotidianamente dimenticato.
Quando giornalmente facciamo la spesa pensiamo forse che comprandoci semplicemente di che vivere abbiamo appena lasciato denaro anche alla mafia? Certo che no, eppure è così. Se i panifici, i negozi d’abbigliamento, i tabacchi, i bar, le carnezzerie, i negozi di forniture per uffici, le pescherie, le librerie, le gelaterie, i cinema, i fiorai, i negozi di giocattoli, le onoranze funebri e chi più ne ha più ne metta, sono costretti a pagare il pizzo, lo fanno con i soldi che tutti quanti spendiamo in questi esercizi commerciali. Se una percentuale del loro guadagno va alla mafia, una percentuale, seppur minima, dei nostri soldi va alla mafia. I commercianti pagano per non aver bruciato il locale, o perché soggetti a continui atti di intimidazione. Tutti gli altri pagano, paghiamo per “aver protetta” l’integrità della nostra coscienza dalla consapevolezza che siamo schiavi di un sistema capillare di violenta prevaricazione. Paghiamo per dimenticare che l’insieme di tutti i passi che percorriamo quotidianamente per fare la spesa definisce le maglie della rete economica con la quale la mafia si sostenta e ci opprime.
Perché accade tutto ciò? Ci sono molteplici spiegazioni, storiche, sociologiche, psicologiche, economiche e politiche. Ma quasi tutte presuppongono un punto di vista esterno, neutro e oggettivo che non tira mai in ballo il soggetto che cerca di definire il fenomeno mafia. Se un siciliano vuole dare un giudizio sulla mafia, in una maniera o nell’altra, dovrebbe darlo anche su sé stesso, sulla sua maniera di stare insieme agli altri. La mafia è innanzitutto una questione che riguarda i siciliani, e da siciliani, cioè da membri di quella comunità che crea e subisce la mafia, allora pensiamo: il nostro popolo ha creato e si è sottomesso alla mafia. È perverso: si è fatto schiavo di sé stesso. Ma forse in realtà non ci si sente un popolo, cioè veri siciliani, o più probabilmente, non si ha la forza e il coraggio di esserlo. Ognuno pensa per sé e nella migliore delle ipotesi ci aspettiamo che lo Stato arresti tutti i boss, come se non fossimo a conoscenza del retroterra di degrado culturale e sociale nel quale vengono incubati i mafiosi che verranno. Perché tutti quanti, più o meno indirettamente, paghiamo il pizzo? Ci abbiamo pensato su un po’ e abbiamo detto: siamo un popolo senza dignità. Da questa strana risposta abbiamo capito che ci sentiamo parte di una moltitudine che subisce molto e capisce poco. Dalla semplicità di questa risposta, che in realtà è una semplice affermazione di principio, c’è venuta l’idea di attaccare gli adesivi. Vorremmo proporre questo principio per spiegare in maniera diversa il fenomeno mafia, ma prima vogliamo sapere che cosa ne pensano gli altri siciliani. Essendo dei “signor nessuno” ci siamo presi lo spazio che ci serviva per esprimere il nostro pensiero. Abbiamo conservato l’anonimato perché non intendiamo capitalizzare alcun consenso per diventare “qualcuno”, ma soprattutto perché speriamo che siano in tanti a fare la stessa cosa. Per noi non conta che sia un politico, Tizio o Caio, a fare questa affermazione di principio, ma una moltitudine di siciliani. La responsabilità della situazione degenerativa in cui tutti noi viviamo, non è solo dei commercianti, ma di tutta la società di cui anch’essi fanno parte. Non si può chiedere a un singolo cittadino, o commerciante, di immolarsi per la causa. Se tutti noi ci ribellassimo e reagissimo, non ci sarebbe più bisogno di eroi o martiri. Ricordate dopo le stragi del '92 la frase che divenne, in quel frangente storico, il simbolo della lotta alla mafia? Diceva “le vostre idee cammineranno sulle nostre gambe”. In quei mesi sembrò che qualcosa potesse cambiare, ma se ci fossimo riusciti veramente non saremmo oggi in questa situazione di sudditanza al fenomeno mafioso. Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità: quando questo principio sarà nella testa e nel cuore di tutti i siciliani, riscoprendo l’amor proprio, ci saremo liberati del cancro mafioso.
Questa, almeno, è la nostra convinzione. Siamo uomini e donne abbastanza normali, cioè ribelli, differenti, scomodi, sognatori. La parola al popolo siciliano.

 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 23/3/2005, 13:45P_QUOTE
Avatar

Utente novizio

Group: Member
Posts: 95


Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/5/2009, 13:40


speravo che un post del genere aprisse una discussione seria tra chi si definisce aspirante uditore.mi sbagliavo?
 
P_MSG P_EMAIL Top
supersoleluna
view post Posted on 23/3/2005, 16:07P_QUOTE

Utente cancellato






l'uomo è per natura codardo e comodo.
vengono al sud per diventare avvocati ....figuriamoci se uno si ribella ad una pistola...


Ciao, Mauro
 
Top
view post Posted on 23/3/2005, 17:09P_QUOTE
Avatar

Utente novizio

Group: Member
Posts: 95


Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/5/2009, 13:40


CITAZIONE (supersoleluna @ 23/3/2005, 16:07)
l'uomo è per natura codardo e comodo.
vengono al sud per diventare avvocati ....figuriamoci se uno si ribella ad una pistola...


Ciao, Mauro

La tua risposta è contraddetta dall' arresto, appena avvenuto a Palermo, di un estorsore denunciato da un imprenditore coraggioso che ha filmato l'estorsione.E poi, cosa pensi di uomini come LIBERO GRASSI che si sono opposti al pizzo?eroi inutili?Caro amico, è dimostrato che con l'associazionismo tra gli operatori economici (vedi l'esperienza di Capo d'Orlando) la mafia non fa paura a nessuno.
 
P_MSG P_EMAIL Top
azim
view post Posted on 24/3/2005, 00:37P_QUOTE

Utente cancellato






....il discorso è che c'è ben poco da dire, senza cadere nella retorica o nell'arte del già detto! C'è moltissimo da fare, e discutere è un buon inizio ma, purtroppo, non è abbastanza!

Iniziative e impegno!
 
Top
supersoleluna
view post Posted on 24/3/2005, 10:32P_QUOTE

Utente cancellato






In alcune regioni per fortuna non abbiamo bisogno di uomini come Libero Grassi.
Arrivare al punto in cui è arrivato il sud è uno sconcio in sè.
Non sono mai stato razzista, disprezzo solo chi si è arreso da tempo e chi per comodità sceglie le scorciatoie.
Vedi molti in tour forense al sud.
E sinceramente non capisco (e questo non è coraggio) perchè un popolo accetti che le aiuole cittadine siano piene di guano e non di fiori.
Come si può vivere bene circondati dallo schifo, dal degrado, dalla vergogna?
E perchè le brave persone difendono i capetti del quartiere e si oppongono alla polizia?

Perchè nessuno di voi dice:queste merde devono finire in cella!
Dobbiamo avere il coraggio di dire:facciamo schiattare queste persone in galera.
Ma si vota gente che propone:depenalizziamo, prescriviamo, giusto processo e tante altre cazzate.
Bisogna avere il coraggio di usare il bastone.
Basta col perdono, basta con i pentiti, basta con i codardi.




Ciao, Mauro
 
Top
azim
view post Posted on 24/3/2005, 14:49P_QUOTE

Utente cancellato






Supersole...il tuo intervento molto livoroso e poco razionale dimostra solo una cosa: SCARSA CONOSCENZA, e voglia di fare di tutta l' erba un fascio.

Il pellegrinaggio forense al sud è un italico vizio e non problema del mezzogiorno; comunque c'entra ben poco con la complessità del sistema pizzo...

Le scorciatoie sono una cosa, l'assenza culturale e fisica del senso dello stato sono ben altro. e tu invece che affossarti nei luoghi comuni dovresti sforzarti di capire perchè.

Io credo che le risposte siano molto più articolate e complesse di quanto tu non abbia esposto.

L'antimafia è vissuto quotidiano, individuale e sociale.

Rigore e certezza della pena, devono esserci ( e purtroppo da decenni un legislatore inadeguato rema in direzione diametralmente opposta) ma converrai con me che intervengono quando la 'patologia è già in stato avanzato'.

Ciò che ci può aiutare è solo una massiccia opera di prevenzione, culturale e materiale insieme...(per dirla con falcone, borsellino, puglisi etc etc)

Francamente nel tuo discorso colgo solo un malcelato pregiudizio antimeridionalista!

Con sincero rispetto

P.s.L'ignoranza è sicuramente il primo alleato della criminalità ( sicuramente anche più del sottosviluppo economico).
 
Top
supersoleluna
view post Posted on 24/3/2005, 15:24P_QUOTE

Utente cancellato






Ciao.....


il pellegrinaggio forense è una colpa del nord. Io disprezzo i codardi. Quelli che per superare un esame utilizzano le scorciatoie.


L'assenza culturale e fisica dello Stato per me rappresentano un falso problema.
Sono le scelte che contano.

Anche svariati decenni or sono potevi scegliere.
Dopo una giornata di lavoro nei campi si poteva dormire oppure si poteva prendere la mitraglia contro la Wermach.
Ovviamente il calduccio del letto era più comodo del gelo della montagna.

Bisogna solo avere coraggio.
E questo ovviamente non è solo un problema del sud.
Però sinceramente non capisco come sia colpa dell'assenza dello Stato se il vigile non multa il senza casco, se lo spazzino non pulisce e la monnezza impera.

Una persona che barrica un condominio per impedire l'accesso alla polizia secondo te cosa merita?
E' colpa dei modelli culturali? E' colpa dello Stato? E' colpa di Berlusconi ? E' colpa dell'assenza di Bassolino o di Rosa-Russo?

Io penso che bisogna ristabilire i giusti valori.Se tu scegli di essere un criminale almeno abbi il coraggio di non dare la colpa alla società.
Ma pretendo che anche la società abbia il coraggio di chiuderlo in gabbia.

Scusa se sono semplice e poco razionale.
Ho sempre cercato di non cercare alibi.

Ciao, Mauro

PS: piccola chiosa sui pentiti.
Ovviamente nonostante il mantra sull'utilità dei pentiti sono pienamente in disaccordo con la legge sui collaboratori.
Si crea inefficenza all'attività investigativa e si rendono pigri gli operativi.
Invece di investigare seriamente è più semplice andare in giro col borsello in mano.


 
Top
azim
view post Posted on 24/3/2005, 15:49P_QUOTE

Utente cancellato







[QUOTE]L'assenza culturale e fisica dello Stato per me rappresentano un falso problema.[/QUOTE]

Ma...se falso è un problema di tale portata...io non riesco più a capire il concetto stesso di problema...


[QUOTE]Bisogna solo avere coraggio. [/QUOTE]

e no...non si può chiedere al cittadino comune d'esser eroe, o al più può chiedersi ciò solo in circostanze eccezionali-tipo resistenza-!
L'eroe è tale anche perchè è eccezione, se si richiedono ad un intero popolo atti d'eroismo o si è o illusi o non si vuol seriamente affrontare il problema!

[/QUOTE]Io penso che bisogna ristabilire i giusti valori.[QUOTE]

anch'io!!!! Come intenderesti farlo???? qui il metodo finisce per diventare merito...

[/QUOTE]Ma pretendo che anche la società abbia il coraggio di chiuderlo in gabbia.[QUOTE]

In gabbia i criminali vanno messi dalle istituzioni...non già dalla società.
Solo le istituzioni democratiche hanno titolo e veste per irrogare qualsiasi tipo di sanzione. E credo che neppure tu creda in una giustizia irrogata nel nome di un fantomatico spirito del popolo ( o della rivoluzione)... La storia dimostra che 'lo spirito del popolo o della società' abbia finito per produrre guasti assai più incisivi di quelli che si proponeva di arginare!


[/QUOTE]Ho sempre cercato di non cercare alibi.[QUOTE]

Figurati se ne cerco io...che anzi sono siculo molto inclemente con i miei conterranei e con me stesso in primis...

Alibi mai...ma permettimi neppure grossolane semplificazioni o soluzioni 'a la carte' per risolvere problemi vecchi di centocinquant'anni e sempre meno collocabili geograficamente (come invece molti, comodamente, continuano a voler fare...)!!!!

Cordialità

Edited by azim - 24/3/2005, 15:50
 
Top
Werther2
view post Posted on 24/3/2005, 18:18P_QUOTE

Utente cancellato






CITAZIONE
CITAZIONE
Bisogna solo avere coraggio.


e no...non si può chiedere al cittadino comune d'esser eroe, o al più può chiedersi ciò solo in circostanze eccezionali-tipo resistenza-!
L'eroe è tale anche perchè è eccezione, se si richiedono ad un intero popolo atti d'eroismo o si è o illusi o non si vuol seriamente affrontare il problema!


Ma Azim, tu neghi che vi sia una diffusissima collusione del meridione d'Italia con i fenomeni camorristici e mafiosi?
Ma, hai presente che interi quartieri di città meridionali sono nelle mani della mafia? Ma non nel senso che i residenti sono schiavizzati, bensì nel senso che loro, con la mafia, ci campano.
Ma ci campano nel senso che i giovani di quei posti, anzichè andare a cercarsi il lavoro (e non cominciare a dirmi che non c'è..) si mettono al soldo del boss locale.
Ora, son d'accordo nel dire che la sola forza pubblica non può risolvere in toto il problema, ma certo l'alzare le mani in segno di resa dicendo che è una questione culturale, sociologica e quant'altro equivale a far sì che il problema non si risolva mai.
Manca un po' di bastone, altro che. In questo senso do' ragione a supersoleluna.
Se quelle famiglie non vogliono dare una educazione civile ai loro figli, è compito dello Stato farlo, anche con la costrizione.
Questo vuol dire militarizzare per un certo periodo di tempo interi quartieri? Bene, se è questo che occorre per iniziare a far sì che le cose cambino, facciamolo.
Se solo tornasse un po' di Duce...non tanto, per 20 anni basterebbe...

Edited by Werther2 - 24/3/2005, 18:19
 
Top
carime
view post Posted on 24/3/2005, 18:39P_QUOTE

Utente cancellato






Visto che ti richiami al regime, convengo con la tua considerazione in ultimo espressa, mi permetto di suggeririvi di andare a vedere le statistiche dell'epoca e ti accorgerari che il tasso della criminalità era di gran lunga contenuto se non inesistente in virtù e per effetto di un capillare e puntuale controllo del territorio che si ramificava sin dentro i quartieri cittadini e i paeselli. Invero, il concetto di controlo del territorio, alla base di ogni tipo di attività di polizia di sicurezza nacque proprio i nquegli anni in cui furono riformati all'interno tutti i corpi di polizia con un sostanziale rafforzamento proprio a livello dell'intelligence (ovra, sios di forza armata, polizia investigativa tributaria con la Legge n.4 del 1929, milizia pre l a sicurezza, Prefetti ecc.ecc.). L'idea di sicurezza, educazione e la coscienza civica, il rispetto dei valori, lo Stato, la patria e la nazione, la famiglia, venivano trasmessi ai giovani sin dai banchi delle elementari. Una diffusa politica di sicurezza sociale di alto profilo, ineguagliabile. Poi la storia ha avuto un diverso seguito, ma questo è un altro discorso. Saluti.

Edited by carime - 24/3/2005, 18:46
 
Top
giuseppe76
view post Posted on 24/3/2005, 18:55P_QUOTE

Utente cancellato






CITAZIONE (carime @ 24/3/2005, 18:39)
Visto che ti richiami al regime, convengo con la tua considerazione in ultimo espressa, mi permetto di suggeririvi di andare a vedere le statistiche dell'epoca e ti accorgerari che il tasso della criminalità era di gran lunga contenuto se non inesistente in virtù e per effetto di un capillare e puntuale controllo del territorio che si ramificava sin dentro i quartieri cittadini e i paeselli. Invero, il concetto di controlo del territorio, alla base di ogni tipo di attività di polizia di sicurezza nacque proprio i nquegli anni in cui furono riformati all'interno tutti i corpi di polizia con un sostanziale rafforzamento proprio a livello dell'intelligence (ovra, sios di forza armata, polizia investigativa tributaria con la Legge n.4 del 1929, milizia pre l a sicurezza, Prefetti ecc.ecc.). L'idea di sicurezza, educazione e la coscienza civica, il rispetto dei valori, lo Stato, la patria e la nazione, la famiglia, venivano trasmessi ai giovani sin dai banchi delle elementari. Una diffusa politica di sicurezza sociale di alto profilo, ineguagliabile. Poi la storia ha avuto un diverso seguito, ma questo è un altro discorso. Saluti.

CITAZIONE
Visto che ti richiami al regime, convengo con la tua considerazione in ultimo espressa, mi permetto di suggeririvi di andare a vedere le statistiche dell'epoca e ti accorgerari che il tasso della criminalità era di gran lunga contenuto se non inesistente in virtù e per effetto di un capillare e puntuale controllo del territorio che si ramificava sin dentro i quartieri cittadini e i paeselli

Le statistiche fatte da chi?
Sotto il regime un colpevole lo si trovava sempre a prescindere se aveva commesso o meno il reato.
Anche nel regime di Saddam Hussein il tasso di criminalità era pari a zero, ma a che prezzo.....
 
Top
carime
view post Posted on 24/3/2005, 19:25P_QUOTE

Utente cancellato






Il paragone che proponi, in riguardo al regime di Saddam, mi sembra assolutamente fuori luogo e senza meno proporzionato, sensa senso. C'è una notevole direi abissale differenza tra regimi. Quanto alla seconda affermazione altrettanto mi sembra qualunquistica e estrem. semplicistica, non so a che regime ti riferisci, ma i reati veninavo perseguiti a norma di legge. Ma perché forse oggi la giustizia funziona meglio? Fra prescrizioni, condoni, amnistie, carceri che sembrano Hotel di prima. Il pentito che esce dal carcere e continua a commissionare delitti e omicidi. Certo il rischio di errori e iniquità del sistema si verificavano, anche ingiustizie forse, come dici tu, ma in determinate circostanze e realtà, val bene il prezzo di un maggior rigore per la sicurezza del cittadino o no?

Edited by carime - 24/3/2005, 19:27
 
Top
view post Posted on 24/3/2005, 19:32P_QUOTE
Avatar

Cerco di essere la persona che vorrei incontrare perché mi piacerebbe essere ricordato con un sorriso...

Group: Administrator
Posts: 15012
Location: Palermo


Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 10:54


Mi permetto di aggiungere che la mafia, l'alta mafia, campava benissimo sotto Mussolini, come dimostra la rimozione di Mori, il "prefetto di ferro", non appena cominciò a toccare i veri pezzi grossi.
Non parliamo poi della corruzione, che, come in ogni dittatura, era assolutamente dilagante a tutti i livelli, non essendoci nè controllo di stampa, nè di polizia, nè alcuna possibilità di alternanza politica.
E la faccenda del Mussolini a tasche vuote è un'altra favola, dato che:
a) cominciò il suo distacco dal socialismo coi soldi di industriali guerrafondai e dell'ambasciata francese
b) suo fratello trattò con una compagnia petrolifera inglese la cessione dei diritti di ricerca in Libia, erano probabilmente queste le rivelazioni clamorose che matteotti doveva fare e per cui fu ucciso
c) la sua amante n.1 viveva in un lusso totale. Le cronache favoleggiano di rubinetti d'oro nella sua villa.
d) in ogni caso intascarsi soldi da parte di Mussolini sarebbe stato sommamente cretino, avendo egli sotto controllo lo stato intero e tutti quelli che ci stavano dentro. No avrebbe avuto nemmeno senso, sarebbe stato come rubare a se stessi...

Andando poi al confronto col passato, vorrei ricordare che allora c'era una povertà enorme, le famose porte aperte erano tali perchè c'era ben poco da rubare.
Non c'era come oggi la spinta consumistica data dalla vita urbana e dalla pubblicità, che era appena agli inizi, la maggior parte della popolazione viveva in piccole comunità rurali basate su valori diversi dall'arrivismo e dal consumismo.
E questo non era un merito del Fascismo, ma un dato di fatto.
Ricordo infine che c'era un monopolio totale delle fonti di informazione, la gente credeva quel che gli veniva detto perchè OGNI FONTE DI INFORMAZIONE era controllata, e chi si opponeva, se gli andava bene si faceva la "villeggiatura" in carcere, al confino o all'estero, se gli andava male moriva pestato a sangue, come i fratelli Rosselli.
I bambini andavano a scuola irreggimentati, e facevano i temi intitolati:
"Perchè amo il Duce".
La Chiesa, unica alternativa, era stata "comprata" col Concordato, e per completare anche espatriare era reato (gli emigranti avrebbero costretto gli industriali ad alzare i salari a quelli rimasti...) a meno che non fosse il Duce a mandarti in esilio...
Cosa fosse il regime lo si capì quando mando i propri figli migliori a morire con le scarpe di cartone e i carrarmatini di latta.
Retorica ed ipocrisia.
E totale disprezzo per la vita altrui.
Lo Stato elevato a valore morale, quando sono i cittadini che creano lo Stato...
Tanto poi erano gli altri che andavano a morire, no ?
Bacioni
Fulsere

L A... L E G G E... E'... U G U A L E... P E R... T U T T I

"Berlusconi ha perso completamente la testa"
Quanti Siete
 
P_MSG P_EMAIL Top
Perry Cox
view post Posted on 24/3/2005, 19:36P_QUOTE

Utente cancellato






QUOTE (carime @ 24/3/2005, 18:39)
L'idea di sicurezza, educazione e la coscienza civica, il rispetto dei valori, lo Stato, la patria e la nazione, la famiglia, venivano trasmessi ai giovani sin dai banchi delle elementari.

...meno che agli alunni di "razza ebraica", che da quei banchi erano esclusi ex art. 2 l. 1390/1938-XVI.
Ma si sa che quelli già erano senza speranza in quanto deicidi, sicchè in effetti sarebbe stato uno spreco...
Quanto al luogo comune delle carceri che sembrano hotel di prima (categoria?), i casi sono due: o non hai mai visto un carcere (col relativo sovraffollamento, i cessi alla turca che perdono, le morti per malattia) o quando sei stato in hotel di prima categoria ti hanno fregato.
 
Top
70 replies since 5/3/2005, 12:25
 
A_REPLY

load
Fast reply
 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email: